Il potere del contenuto, delle competenze e la riprogettazione dell’experience.

Il covid19 non sta cambiando nulla che non stesse già cambiando.

Il virus è un acceleratore di tendenze, nuovi approcci e nuovi modelli di business che erano presenti prima della sua comparsa.

L’e-commerce c’è “sempre” stato, solo che ora diventa appetibile per nuove fasce che prima non lo conoscevano. Il 75% di chi ha comprato on line non lo aveva mai fatto prima. (fonte: presidente Netcomm per Forbes)

Le piattaforme di streaming (Netflix, Amazon prime,…) erano già presenti nella vita di molte persone, ora aumentano la loro penetrazione.

I sistemi di video conferenza (Skype, Webex, Zoom) esistono da anni; adesso, che sono l’unico modo per lavorare, diventano essenziali ed aumentano esponenzialmente il numero di utenti.

Se, come si legge ovunque, questa situazione continuerà per diversi mesi, molte delle attività continueranno ad essere svolte in remoto. Eventi, concerti, ristorazione sono alcuni dei mercati che dovranno modificare radicalmente il loro modello di business.

Per i ristoratori sarà necessario nel breve periodo creare una offerta dedicata al delivery, nel medio e lungo, creare nuove soluzioni architettoniche e di gestione degli spazi che bilancino la paura della distanza con il piacere di mangiare fuori. In altre parole dovranno creare una nuova experience che coniuga la “vecchia” socialità con le prescrizioni sanitarie.

Per chi progetta eventi sarà necessario reinventare il concetto stesso di evento: modalità, tempistiche, tecnologia e soprattutto l’experience. Come riuscire a rendere la potenza, le emozioni di un live in un evento virtuale è il punto cruciale.

Per gli artisti, in primis i musicisti, sarà fondamentale modificare il loro modello di business che oggi si basa principalmente sui tour e il merchandising.

I concerti on line, che già iniziano ad essere una modalità diffusa, potrebbero diventare per diverso tempo la norma. Un concerto on line permette all’artista, mediante l’acquisto del “posto” di far ripartire il flusso delle entrate, ma allo stesso tempo elimineranno tutte le infrastrutture e risorse classiche.

Non serviranno più affittare luoghi fisici come stadi, locali etc. Non serviranno più le maestranze se non quelle essenziali: fonici, mixer e regia. Un cambiamento epocale per una industria che ancora oggi è “artigianale”.

L’artista che possiede il contenuto potrà così continuare a lavorare senza tutti gli intermediari. Sarà interessante vedere se ci sarà una domanda per questo nuova modalità di intrattenimento.

Astraendosi dal mercato musicale, chi possiede i contenuti e le competenze,  sopravviverà.

Dovrà solo individuare una nuova strategia digitale e logistica per raggiungere il suo target ed erogare il servizio.

Anche noi di Ghost presenter abbiamo dovuto riprogettare l’experience dei nostri corsi, del nostro modo di fare consulenza. Nel farlo ci siamo accorti che non possiamo semplicemente tradurre in digitale i contenuti, ma dobbiamo riprogettare l’intera experience, riprogettare le modalità della relazione umana.  È un processo complesso scandito da prove, errori, sperimentazioni perché non possiamo costruire qualcosa di nuovo usando gli strumenti del passato.

“Il mondo non cambia, cambiamo.”

Henry David Thoreau

 

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